Venerdì 11 settembre 2020
Sembrava impossibile solo pochi mesi prima. Ricordiamo tutti il silenzio irreale di quella primavera, i "porte chiuse", l'ansia di un mondo che si era fermato. Ma la strada, quella breccia al sesto tornante, era lì che ci aspettava, ferma e fedele. Quando è arrivata la notizia che la Tirreno-Adriatico sarebbe passata a settembre, non abbiamo avuto dubbi: era ora di tornare a casa.
Una dedica sull'asfalto
Siamo arrivati al mattino presto, con il fresco dell'alba che sapeva di libertà. La prima cosa da fare non è stata aprire il vino, ma rendere omaggio. Con il gesso in mano, abbiamo scritto sull'asfalto il nostro "Grazie" ai volontari, ai medici e agli infermieri d'Italia. Un segno doveroso prima di ricominciare a far festa.
Il cantiere della convivialità
Mentre preparavamo il tavolino, i primi ad accorgersi che il Tornante Sei era di nuovo operativo sono stati gli operai dell'asfalto, al lavoro per rendere perfetto il tappeto per i campioni. È nata subito una sintonia vera, fatta di fatiche condivise e sguardi sinceri. Subito dopo, i nostri "esploratori" sono tornati da una ricognizione sulla vetta: era il segnale. Pane, vino e si ricomincia.
"Siete in diretta!": Il Tornante Sei conquista la RAI
Proprio mentre il clima si scaldava, è successo l'incredibile. Una troupe della RAI nota quel piccolo avamposto di felicità. Si fermano, accendono le telecamere: intervista. In un attimo, la nostra storia finisce sul TG Regionale delle Marche. Abbiamo mangiato e bevuto insieme a loro, giornalisti e tecnici, raccontando la nostra passione. In quel momento, gli animi erano alle stelle: eravamo diventati la voce di chi voleva solo tornare a vivere.
La macchina arancione e i nuovi fratelli
La giornata non smetteva di stupirci. Una macchina arancione accosta, parcheggia e inizia a montare dei gonfiabili proprio oltre la curva. Massima visibilità. Non abbiamo perso tempo: abbiamo chiamato il responsabile al nostro tavolo. Non si è fatto pregare.
Quello che doveva essere un "vicino di posto" è diventato un amico vero. Un’amicizia nata tra un calice e un traguardo, che negli anni ci ha portato a rincontrarci dall'Abruzzo fino a Roma per il Giro d'Italia. Perché il Tornante Sei non crea solo ricordi, crea legami indissolubili.
Il ritorno dei giganti
Sotto il sole di fine estate, la gente continuava a salire. Qualcuno si fermava per un bicchiere, qualcuno restava per ore. Poi, quel brivido familiare: le sagome dei professionisti che spuntano dal quarto tornante. In un soffio sono lì, davanti a noi, a sfidare la pendenza di Sassotetto.
Siamo tornati a casa con la consapevolezza che niente può fermare la voglia di stare insieme. La nostra seconda volta a Sassotetto è stata la prova definitiva: il Tornante Sei sta crescendo, e non ha intenzione di fermarsi.